Allenamenti individuali al Taliercio per i giovani leoni dell’Umana Reyer

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La palla da basket torna a rimbalzare sul parquet del Taliercio.
In seguito alle disposizioni ministeriali è ripresa l’attività sportiva individuale per i giovani Under 15, Under 16 e Under 18 orogranata.
Il lavoro è suddiviso su base individuale rispettando rigidi protocolli di sicurezza, come spiega Francesco Benedetti, responsabile del settore giovanile maschile dell’Umana Reyer.

I ragazzi lavorano per 90’ complessivi, entrano nel palasport da soli e con la mascherina (eventuali accompagnatori attendono fuori), dopo essersi sottoposti al controllo della temperatura corporea all’ingresso ed aver disinfettato le mani con gli appositi sanitizer.
Non vengono utilizzati gli spogliatoi, i ragazzi devono arrivare già con il completo per l’allenamento addosso. Entrano in campo due alla volta e si allenano uno per metà campo insieme a un coach con cui lavorano per 45’ sulla tecnica e sui fondamentali da migliorare. E’ lo staff tecnico a programmare il lavoro settimanale e durante la sessione si mantengono le distanze fisiche di 2 metri dall’atleta. Inoltre l’allenatore indossa la mascherina e igienizza le mani ad ogni cambio turno, così come i due palloni utilizzati.
Dopo il lavoro in campo i due ragazzi accedono alla sala pesi con un percorso differente, lì sono seguiti da un preparatore fisico che sarà responsabile anche di mantenere le due zone di lavoro differenziate e sanificare ogni attrezzo dopo l’utilizzo.
Al termine dell’ora e mezza di lavoro complessivo, i ragazzi lasciano l’impianto utilizzando un percorso e un’uscita differente, senza fare la doccia”.

La stagione sportiva si è conclusa in anticipo, ma questi mesi possono essere molto preziosi.

Il lavoro individuale estivo è un momento molto importante dell’anno per migliorare i fondamentali perché c’è ampio spazio per lavorare sui particolari individualmente. Quest’anno il periodo estivo è più lungo del solito e quindi i ragazzi sono al lavoro per sfruttarlo al massimo.
Il lavoro è impostato per ora su un ciclo di 4 settimane. Una volta completato, a seconda della situazione epidemiologica, si valuterà come e quanto proseguire”.