Riprendiamo la lezione di Franco Ciani sull’attacco alla zona, di cui abbiamo già trattato la prima parte in questo articolo pubblicato in precedenza. Buona lettura!

Sul Pick and roll chi marca il lungo che taglia? Chi marca la linea fondo? Se il rollante costringe la difesa a collassare, chi marca il lato debole?

E’ importante l’uso del palleggio e della fantasia, qualche volta non passo la palla segnale per il pivot, passo palla indietro e faccio pick and roll. Se non troviamo sbocchi e ripassiamo la palla dietro il principio resta lo stesso – spesso accade che ci schieriamo male. L’idea è: non vogliamo perdere 7” per dirigere il traffico, attacco subito, non sposto l’attacco.

Diagramma n.14 (sx) e Diagramma n.15 (dx).

Opzione pick and roll

Se siamo schierati male, anche da una situazione di errore, cerchiamo di utilizzarlo per attaccare immediatamente con un’altra opzione (Diagrammi n.16-17-18).

Diagramma n.17 (sx), Diagramma n.18 (al centro) e Diagramma n.19 (dx)

Riassumendo, finora abbiamo: circolazione palla, passaggi, spostamenti in palleggio, uso delle finte, pick and roll, blocco contenimento lato debole. Rispetto all’inizio non abbiamo lasciato fuori nulla.

Ipotesi 2 giocatori interni

Manteniamo regola palla al post alto: uomo sulla linea di fondo taglia e l’altro (3) attacca dietro. Nel pick and roll sempre 2 sul lato verso cui va la palla al post

Sia che ci siano 2 interni sia che il 4 sia molto perimetrale riusciamo a mantenere più o meno lo stesse regole: la cosa importante da un lato è la meccanizzazione del movimento, mentre le situazioni interpretative sono: fintare uscita e tornare, fintare ribaltamento e ritornare, o fintare e penetrare al centro. Abbiamo molti margini d’interpretazione, che non riguardano tutti i movimenti.

Attacco alla zona 3\2 (Diagrammi da n.19 a n.24)

E’ chiaro che l’idea iniziale, è quella di non accontentarsi di attaccare la zona tirando da 3 e basta o con pochi passaggi ed un tiro resta valida. Però non è così banale e scontato collassare dentro e che si aprano i tiri perimetrali anzi, spesso sono i triangoli e le giocate sui tagli interni che creano i primi vantaggi interni (Diagrammi n.20 e n.21).

Diagramma n.19 (sx), Diagramma n.20 (al centro) e Diagramma n.21

Diagramma n.22 (sx), Diagramma n.23 (al centro) e Diagramma n.24 (dx)

Un potenziale problema, la ripetitività del movimento, noia ed abbassamento soglia attentava sulle opzioni lo diventa a volte anche per la difesa.
Se fai scouting ti abitui, accoppi etc. Ma una finta, un pick, vanno a togliere i punti di riferimento.

Pensando all’attacco alla zona domandiamoci perché difendere a zona:

  1. Provo disperazione e spero che vada bene;
  2. Quando segno zona mischio carte;
  3. Ho la solidità e per 5-7 minuti, e via sto a zona, le cambio ma sto a zona.

Soprattutto, mentre nei primi 2 casi qualsiasi canestro è dal punto di vista gestionale e morale un problema, se invece ce l’hai di sistema il canestro che sei abituato a rischiare di prendere è un tiro da 3. Poi facciamo il bilancio alla fine: anche la squadra che la fa di sistema può subire qualche canestro in particolare che faccia male.

Molto spesso con la zona la palla attira l’attenzione e vediamo tendenzialmente che sono portati a seguire: i tagli dietro sono molto importanti e difficili. L’uomo che gioca lì contro la zona è fondamentale anche perché obbliga ultima linea ad importante lavoro attentivo: è molto pericoloso mette in ritardo su cosa può accadere dopo.

Quand’ero ragazzino mi recavo a vedere gli allenamenti di Nikolic ad Udine ed una volta disse ad un giocatore che sulla zona 2/3 stava soffrendo i tagli dietro: tu sai perché una volpe quando è inseguita dai cani gira la testa? perché non ha gli occhi dietro!

L’idea è che se obblighi il difensore a girare la testa hai già un grosso vantaggio.
Se lo obblighi a cercarti perché non può controllarti nel movimento che stai facendo il rapporto azione reazione, e di tempo in cui sfruttare un vantaggio e tempo in cui evitare di subire uno svantaggio è nettamente a favore dell’attacco.
Però, è difficile per una difesa che ha sempre 2 giocatori che si muovono contemporaneamente verso la palla e che attaccano la zona di competenza dello stesso giocatore, riuscire a chiudersi ed aprirsi. Anche le difese organizzate hanno difficoltà quando devono collassare, riaprirsi e non subire.
È un lavoro dispendioso e non sempre facile: se gli obblighi a fare questo è un grosso vantaggio. Naturalmente all’interno di ciò incidono le percentuali; in generale quando attacco crea tiri aperti e variati, è un attacco efficace.

Preferisci regole per andare a rimbalzo?

Sempre 4\5 e ci va l’esterno solo se impegnato in penetrazione, su taglio o è già in area. Eccezione quest’anno Kelvin Martin, e facevamo rinunciare Chiarastella, il tutto perché aveva questo tempismo dal lato debole. Ma in generale 4\5 ed esterni che sono già in area.

Se hai difficoltà nel passaggio di apertura contro la 3/2?

Alzo ala.

Se la difesa è matchup?

Ruolo chiave 4, i due diagrammi. Il taglio di 4 sempre sopra. Se sbagliamo spaziatura iniziale è importante ribaltare palla. Qualora non sono riuscito ad attaccare non resta altro che finire con un pick and roll. Obbligare a seguire un taglio creando il miss match.

Diagramma n.25 (sx) e Diagramma n.26 (dx)

Diagramma n.27 (sx), Diagramma n.28 (al centro) e Diagramma n.29 (dx)

Nel Diagramma n.27 si vede X2 che segue il taglio. Ciò implica miss match 4vsX2.
Nel Diagramma n.28 invece X2 cambia con X5, 4 corre in angolo per portare X5 in angolo e giocare miss match 5 vs X2 in area.

Conclusioni

Ho fatto l’ultima lezione qui a Bormio 14 anni fa e ritornarci dopo tanto mi ha fatto emozionare.
Tanti anni fa ero anche io da quella parte, e ricordo aspettative, tensioni, desideri che avevo: non vivetela solo per l’esame ma per tutto quello che vi porterà nei prossimi mesi, riflessione, capacità di discernere ciò che vi piace da ciò che non vi piace.
Createvi il vostro percorso. La forza è rubare consigli ed idee e farle proprie e non di copiare per prendere la sufficienza.

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